In un allestimento particolarmente suggestivo, l’artista siracusana espone 10 sculture e un disegno di grandi dimensioni. Sono donne, uomini e bambini forse in fuga dalla morte, che attraversano il Mediterraneo, forse diretti incontro a una nuova alba, piena, almeno nei sogni, di vita e di speranza. Sono donne, uomini e bambini che fanno anche riflettere sul significato profondo dell’essere, dei luoghi, del cammino, della meta. Sono tutto questo le opere di Roberta Conigliaro che libera la poesia dell’anima in forme incise nella pietra calcarea, nella pietra saponaria, realizzate con la terracotta, il legno, il ferro, il gesso, il bronzo. C’è il Sogno d’acqua delle conchiglie che come sentinelle osservano il mare insieme alla donna che le guarda dal basso quasi fossero, per la loro impossibilità, inarrivabili divinità. C’è la valigia, in La sosta, che racchiude miraggio e disperazione. C’è l’attesa, forse in mare, forse nel limbo di un rifugio temporaneo, nelle figure appena accennate racchiuse nella pietra saponaria di Sospesi. Sono tante le donne di Roberta Conigliaro nelle opere esposte a Crumb Gallery: donne che interrogano, che riflettono, che paiono abbracciare la sofferenza del mondo per trasformarla in qualcosa di prezioso. Il cammino delle donne di Conigliaro, accompagnate dai loro uomini e dai loro bambini, oppure sole, è sempre una traversata alla scoperta di sé stesse e del mondo. Un’Odissea.

“La mano di Roberta Conigliaro sa essere potente pur senza mostrare ogni cosa; così le forme – nella scultura come nel tratto deciso del disegno – ci chiamano senza eccederci, prediligono l’evocazione nel volto abbozzato, nello sguardo che non si sottrae ma si fa interiore, è rivolto dentro e da dentro accende”. Evidenzia Giuseppina Norcia, scrittrice e grecista, nel testo pubblicato nel catalogo della mostra (Collana NoLines, diretta da Rory Cappelli). All’interno del volume, le immagini delle opere sono accompagnate da poesie di Roberta Conigliaro, tra cui alcune inedite.