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Le 30 opere su carta di riso e cartoncino esposte nella mostra Tra terra e cielo raccontano di cieli sconfinati dove si librano a velocità e altezze da vertigini creature libere dalla gravità e dal peso della terra e del terreno, dove il confine si perde o forse neanche esiste. L’infinito del mare che nelle sue abissali profondità nasconde segreti inesplorabili e inesplorati che nel buio della notte somigliano a barconi di disperazione o, forse, nei riflessi della luna, alla solitudine che passa e veloce scorre via, come le onde che si infrangono su spiagge lontane lasciando che la spuma per un attimo giochi con le superfici. Scorci di un blu accecante, il cielo. E abissi che si spalancano inquietanti e sconvolgenti, la terra. Sono banchine, campi, binari, strade, paesaggi, città. Con figure solitarie che l’attraversano. E neve, sabbia, nebbia che la ricoprono o vi aleggiano intorno, dentro. Il dialogo incessante tra un immanente e un trascendente intrecciati indissolubilmente tra loro eppure destinati a non incontrarsi mai, confini fusi eppure irrimediabilmente persi, fonte e origine della creatività, della fecondità e in un certo senso anche della paura, sono al centro del linguaggio di Adriana Luperto. E questi acquerelli lo dimostrano. Uno per uno. Certo, sono paesaggi. Ma guardateli bene. Osservateli. Andategli vicino. Levate la maschera. Togliete il velo. Non abbiate paura. Ed ecco l’anima nascosta della città, delle nostre città, dei nostri momenti, dei nostri arrivi in stazione, del nostro affacciarsi dalla finestra, del lungomare d’inverno, di un albero che attende la primavera, di un paesaggio dall’alto, osservato da una finestra, delle nostre mille solitudini, del nostro osservare la vita per darle un senso, per renderla dritta, accettabile, capace, con il misero, miracoloso, come diceva Isaiah Berlin, legno storto dell’umanità. Eccola là. È tutto lì: in quei colori rassicuranti, in quelle storie ben nascoste dietro linee e figure tranquillizzanti. Che nascondono l’anelito infinito e incessante dell’incontro tra terra e cielo.